non lo so anna..provo solo una tremenda voluttà,di riuscita,di vittoria,di potenza,non so come esprimermi….non so…non so se il fidarsi ti rende la vita migliore…<spero di vederti sul grande schermo,almeno ci si comincia a fidare,almeno,di un po di meritocrazia!
Io vado per categorie. Mi affido in toto agli amici. Diffido dei conoscenti. Valuto molto attentamente nei rapporti di lavoro. Ma mediamente, sono un allocco e prendo sempre fregature. Ma sono contento così. Meglio pigliature fregature ed essere contenti che non pigliarne e stare sempre sul chi vive.
ciao anna sono Ruggero, che cosa strana oggi girando su internet ho trovato questo tuo sito, non penso ti ricorderai di me , ma abbiamo trascorso un piccole periodo insieme a roma e forse una spinta a farti diventare attrice è stata anche mia che ti spingevo a provarci. sono l’amico di Gladia e mi ricordo sempre del nostro viaggio in macchine da roma a napoli. Ti rocordo con affetto e si ta andasse di salutarmi inviami una email… io non so come rintracciarti. Un abbraccio da un vecchio amico Ruggero
Mi fido di una canzone qualsiasi cantata da Mina. Anche una brutta canzone, poiché quella voce rende sublime anche la mediocrità più insopportabile.
Mi fido delle astrazioni delle menti libere,
Mi fido del suono di uno strumento.
Mi fido delle cattiva sorte… ma anche di quella buona.
Mi fido del giallo, del blu dell’arancione e del celeste rinascimentale.
Mi fido di un concerto di Keith Jarret. E mi pare che anche lei… L’ho sentito diverse volte in diverse parti del mondo. La più toccante fu all’arena di Verona. Il pensiero che quella musica improvvisata, unica e irripetibile provenisse dalle pietre che nel pensiero di chi le pose dovevano sfidare l’eternità rese la cosa assai evocativa. L’effimero, di cui mi fido a braccetto dell’eternità, di cui un po’ dubito…
Mi fido di Venezia, Dublino, New York… eccetera, eccetera, eccetera…
Anche i suoi occhi marroni della foto qui a fianco sembrano fatti per fidarsene. Ma è meglio non fidarsi troppo delle cose che sembrano…
Insomma, ci sono molte cose di cui fidarsi. Le altre che vadano pure al diavolo!
Saluti e buon vento a lei.
10 Commenti
io non lo so e voi?
non lo so anna..provo solo una tremenda voluttà,di riuscita,di vittoria,di potenza,non so come esprimermi….non so…non so se il fidarsi ti rende la vita migliore…<spero di vederti sul grande schermo,almeno ci si comincia a fidare,almeno,di un po di meritocrazia!
Io vado per categorie. Mi affido in toto agli amici. Diffido dei conoscenti. Valuto molto attentamente nei rapporti di lavoro. Ma mediamente, sono un allocco e prendo sempre fregature. Ma sono contento così. Meglio pigliature fregature ed essere contenti che non pigliarne e stare sempre sul chi vive.
ciao anna sono Ruggero, che cosa strana oggi girando su internet ho trovato questo tuo sito, non penso ti ricorderai di me , ma abbiamo trascorso un piccole periodo insieme a roma e forse una spinta a farti diventare attrice è stata anche mia che ti spingevo a provarci. sono l’amico di Gladia e mi ricordo sempre del nostro viaggio in macchine da roma a napoli. Ti rocordo con affetto e si ta andasse di salutarmi inviami una email… io non so come rintracciarti. Un abbraccio da un vecchio amico Ruggero
Vivo a salerno e fin dai tuoi esordi sono stato un tuo ammiratore.
Ti capita di venire a Salerno?. un bacio.Fabio De Ciuceis
sei una ragazza bellissima assomigli a julia roberts lei pretty women tu invece MONELLA e biricchina ma tanto, tanto simpatica!
sou portugues es uma mulher muito bela e com grandes qualidades culturais e artisticas gostava de te conhecer onde habitas responde qualquer coisa.
ora hai un viso ancora più sexy che in “Monella”, complimenti. Ti sogno….in…..
sei ancora più sexy ora che in monella- ti sogno….in…..
Mi fido di una canzone qualsiasi cantata da Mina. Anche una brutta canzone, poiché quella voce rende sublime anche la mediocrità più insopportabile.
Mi fido delle astrazioni delle menti libere,
Mi fido del suono di uno strumento.
Mi fido delle cattiva sorte… ma anche di quella buona.
Mi fido del giallo, del blu dell’arancione e del celeste rinascimentale.
Mi fido di un concerto di Keith Jarret. E mi pare che anche lei… L’ho sentito diverse volte in diverse parti del mondo. La più toccante fu all’arena di Verona. Il pensiero che quella musica improvvisata, unica e irripetibile provenisse dalle pietre che nel pensiero di chi le pose dovevano sfidare l’eternità rese la cosa assai evocativa. L’effimero, di cui mi fido a braccetto dell’eternità, di cui un po’ dubito…
Mi fido di Venezia, Dublino, New York… eccetera, eccetera, eccetera…
Anche i suoi occhi marroni della foto qui a fianco sembrano fatti per fidarsene. Ma è meglio non fidarsi troppo delle cose che sembrano…
Insomma, ci sono molte cose di cui fidarsi. Le altre che vadano pure al diavolo!
Saluti e buon vento a lei.